martedì 30 dicembre 2008

Que viaje...ir a Iruya!!

Oggi sveglia alle 7 nella stanza di Humahuaca. Mi scappa una pipí incredibile. mi vesto e vado in bagno che sta aldilá del cortile. Ho anche molta fame. Qua sto mangiando veramente tanto.Sará l'altura, sará la coca, sará...ma mangio! ieri sera era in una peña (un locale dove si suona musica dal vivo) e c'era un chitarrista che suonava la chitarra. cavoli che bravo! Doveva esserci il mio amico Zu che mi descriveva di che ritmo si trattava e da quale zona arrivava.
Mangio una caramella gigante fatta da una foglia di mais il cui contenuto , dolcissimo (mh...che roba!!) é fatto di mais y queso (formaggio).

Ma torniamo a questa mattina. Dop la sveglia vado al terminal e compro il biglietto ($.16) per Iruya. Sul bus incontro 2 coppie di raggazzi uruguayi che vanno nello stesso posto. Sono molto simpatici e mi siedo vicino a loro invitando anche bastian, un francese conosciuto alcuni minuti prima. Mi offron subito il mate. Parliamo dell'uruguay, di cosa fanno, del calcio, della vita. Condividiamo quel poco che abbiamo: pane, acqua, una cicca, del formaggio. tutto divico rigorosamente per 6! Facciamo un sacco di risate, perché il percorso é davvero incredibile: a volte pare che si ribalti il bus e precipiti, ma non succede! Tocchiamo i 4.000 m e poi scendiamo. A un certo punto cifermiamo perché il cammino é interrotto. Bisogna attraversare il rio, ma c'`´e troppa acqua e troppa corrente. Non si puó.cavoli! questa non ci voleva. Lontano si intravede il fumo di un camino. E' Iruya. Carichiamo gli zaini in spalla e si prosegue tutti a piedi.WOW!! Questa proprio non me l'aspettavo. Un'avventura incredibile! Scattimao foto che immortalino questi momenti unici di condivisione.
in un punto si rischia di immergere tutto il piede nell'acqua che non é profonda, peró sono le uniche scarpe che ho.
Una señora, non troppo giovane, mi passa davanti e butta un sasso enorme nel letto del fiume. Ora ho un appoggio. Procediamo tranquilli e felici, fino alla piazza di Iruya, che vedete nella foto.

Que suerte!Una bambina ci invita ad andare a dormire nella sua casa/hostello.fantastica.Stiamo tutti e 5 lí e passeremo il capodanno qua assieme. Bastian, il francese, ha fatto ida e vuelta.Bah!!

lunedì 29 dicembre 2008

Humahuaca 2.939 metros

Eccomi arrivato a Humahuaca! Ma faccio un passo indietro.
Ieri sono stato al Cerro de los siete colores en Pumamarca (2.192 m.) che si vede nella foto: uno spettacolo della natura!C'era un sole incredibile e mi sono anche abbronzato. nella foto non si vede, ma c'è un paesino piccolo piccolo ai piedi del Cerro che é molto carino.
Qua i volti assumono un aspetto andino, niente a che vedere con l'europea Bs As. Pumamarca é piena di negozi di artigianato e bancarelle.
Dopo aver fatto un giretto per il pueblo, cerco il sentiero che "circumnaviga" tutto il Cerro. Il percorso é incredibile: i colori cambiano ad ogni passo e il fatto che si incontrano pochissimi turisti, mi fa sentire un tutt'uno con questa terra rossa, gialla, marrone, a tratti verde, che sembra colorata da chissá quale artista (la Pachamama?? cioé la Madre Terra). Scatto una quantitá di foto che sicuramente non renderanno come dal vivo, peró é impossibile non farlo. Il vento a tratti é fortissimo, a tratti é assente. Sento che sta giocando con me, come se mi salutasse.
Mi avvicino alla parete colorata e appoggio entrambe le mani su di essa, come per sentirne il battito, il respiro. Chiudo gli occhi e ringrazio qualcuno, forse me stesso, per essere qua. Se mi avessero confermato al lavoro, ora sarei in giro in macchina per le autostrade dÌtalia. Sono felice che non mi abbiano confermato!Ora lo posso dire.
Una caratteristica di queste pietre, questi sassi é che a volte si polverizzano, come farina, a volte sono indistruttibili.
Verso la fine del percorso si intravede come un'oasi verde!Da non credere in qs canyon...poi avvicinandomi,scopro che passa un pìccolo rio, che alimenta tutto!

Incontro una coppia di Bs As.Andiamo a mangiare assieme in un ristorante consigliato dalla guida che ho con me.All'interna c'é una peña, con un musicista del posto che suona musica fantastica!
per la prima volta mangio la carna di llama, il lama! Bevo tè di coca e mastico foglie di coca.
Che esperienza. Elia, il musico, racconta la storia di tutti i brani che suona.
Finito di mangiare la coppia mi propone di andare con loro, con la loro macchina (oléeee) a Tilcara. Mi unisco. Inizia a piovere forte.Peccato.
Vediamo il centro, compro 3 cd di musica andina a 5 pesos l'uno, praticamente €.1,00!!
Mi riaccompagnano fino all'ostello che dista 2 ore! Carini. mi sta capitando spesso di incontrare bella gente con cui copndividere il viahggio. Questa, come dicono qua, é una buona onda!!

Stamattina mi alzo dopo una nottata passata a cantare nell'ostello di Jujuy, con porteñi, israekliani, un signore belga di 57 anni che sta girando col suo parapendio e che assomiglia a Obelix (si é messo a ridere!) e a un italiano, che qua é rarissimo incontrare (lavora a Madrid nel marketing!!non male!).
Humahuarca é ancora piú in alto e temendo per la mia testa, mi infilo una decina di foglie di coca e inizio a fare la mia palla con la saliva da tenere attaccata alla guangcia.la sensazione é come quella di un anestetizzante. Il sapore non é buonissimo,peró dopo un po' ci si abitua e non ci faccio piú caso. La si tiene in bocca un'oretta. Qua hanno delle palle incredibili in bocca, non riescono neanche a parlare!Humahuaca nmon ha molto da mostrare a parte il paesaggio. Sono arrivato con le infradito e qua il freddo si fa sentire! Ho i piedi bagnati e piani fçdi fango perhcé qua le strade sono cosí. Trovo un ostello a 20 pesoso e mi faccio una doccia bollente per scaldarmi e poi mi vesto a cipolla.Esco e mi infilo inu locanda dove magio un impasto di mais cotto in una foglia di mais: squisito!!! poi mangio quinoa con patate e carote in brodo: buonissimo e...caliente!

Ora sono in un centro internet,dove va tutta musica da noi stravecchia,tipo Rick Astley con never gonna give you up!Fuori diluvia e siccome il giro l'ho terminato estanotte dormo qua, mi prendo i tempi locali: tranquiillo e poi non mi voglia bagnare ancora le scarpe.
Qua ci sono molti turisti e i locali, sorridono poco, forse perché stufi di tutta qs gente di passaggio.
Domani , se non piove troppo, vado a Iruya. Peró il pullman deve percorrere il letto del rio e se arriva troppa acqua, ovviamente non si puó!!Come se si potesse andare nel Naviglio con la macchina, peró se l'acqua inizia ad alzarsi, diventa impossibile! Che raro,eh!
Sono vicinissimo alla Bolivia,come ha commentato il grande A.S.R.
Peró non credo di passare il confine.Dopo Iruya e San Isidro, inzio a scendere verso il sud.
Peró qua, programmare non serve mai.Tutto é improvissato.Se piove si sta fermi, se c´'e il sole si puó andare oppure stare perché é piú bello.Oh,esiste anche il mal d'Argentina!!da provare.
Buon anno a tutti!!Ciao.Diego

El Norte oeste

Dopo aver passato la Navidad in Bs As, dono partito alla volta del nord.Oggi giornata a Purmamarca dove si trova lo spettacolare Cerro de los 7 colores!!
Ho provato per la prima volta a masticare foglie di coca per via dell'altura.ha funzionato. Qua il pc funziona male e si fa fatica a scrivetem quindi appunto giusto 2 cose.
1.cerro
2.pranzo lama!!
3.passaggio dei `porteñi a Tilcara
4.pioggia

sonno...molto sonno...per oggi chiudo!
Somani di riparte...ancora piú a nord, ancora più in alto...Humahuaca

domenica 21 dicembre 2008

La Casa del Che

Questa mattina sono andato a Alta Gracia, un paesino vicino a Cordoba, dove si trova la casa dove visse il Che parte della sua adolescenza.

Arrivo con un mini collectivo (bus) in un'ora circa.Scendo e mi ritrovo in mezzo a delle casette bellissime, pulite, piccole. Tutto é circondato da piante e fiori e dal suono dei pesserotti che mi danni il benvenuto. Non c'é in giro nessuno. Che strano. Mi fa un effetto pazzesco: dopo 3 settimane a Bs As, dove il traffico, il rumore e la folla sono cose normali, qua mi sento catapultato in un posto lontanissimo.

Finalmente trovo la casa del Che. Molto semplice: ha un pìccolo giardino e poi si arriva al'ingresso. Che emozione! Mi accoglie una donna molto gentile che mi presenta il museo, spiegandomi le differenti stanze dove sono state allestite differenti fasi/etá di Ernesto/Che.

Tutto é molto curato:le foto, i mobili, i vecchi libri, i fumetti, la pompetta per le crisi d'asma, la bicicletta del suo giro in Argentina. C'é anche la mitica Poderosa!Tutto é molto semplice. venne qua con la sua famiglia proprio per i suoi problemi di salute, per consiglio di un medico:il clima qua era migliore rispetto alla cittá.

Terminato il giro vado a visitare il negozietto e poi mi fermo in giardino a bere una bibita fresca. Mi siedo attorno ad un tavolo dove c'é gia una señora che sta preparando il mate (la bevanda tipica).La saluto e mi passa subito il mate, perché sempre si condivide.io accetto e iniziamo a raccontarci le nostre vite. Vive qua, in Alta Gracia e lavora nella casa del Che. Fa effetto,no? Che lavoro fai? Ma, lavoro nella casa che fu del Che!Cioé, non é un posto qualunque. E'la casa di un uomo che ha fatto la storia, che ha cambiato le sorti di un paese.Insomma, non é lo stesso di dire che si lavora alla posta.Credo.

Parliamo di tutto.Si aggiunge un uomo che parla un po' di italiano.

Ad un certo punto sento chiamare: "Italia".Strano, in genere mi chiamano tutti Tano.;i giro.E' la señora dell'ingresso.Mi avvisa che é arrivato un amico di infanzia del Che e che se voglio posso parlare con lui. Faccio per alzarmi, ma la donna del mate, mi dice di bere tranquillamente il mate e poi di andare. Qua ogni cosa ha il suo tempo. Infatti, ho bevuto il mio mate e poisono andato a cercare Martí. WOW, che emozione.Un uomo di 77 anni, piccolino, ña una carica pazzesca e una voglia di raccontare. Facciamo anche una foto assieme e poi porta me e un ragazzo francese, in giro per la casa e intanto ci racconta delle scorribande del Che quando viveva qua. Capisco quasi...quasi...tutto. Un po' sono distratto dalla persona di Martí: lo guardo , lo osservo, penso al fatto che sto parlando con lui. Un po' mi perdo alcune parole e chiedere ogni 2 per 3 cosa significa, mi sembra inopportuno, anche se le poche volte che lo faccio,Martí é molto carino e mi spiega con altre parole.Racconta che il Che era molto umile, che stava con tutti, i ricchi e i poveri, che adorava le mujer e che amava le sfide.

Insomma...non so cosa dire.Ho fatto foto e video, ma sono certo che nulla potrá descrivere l'emozione vissuta oggi.Che bello. Questo viaggio é veramente una continua scoperta e una continua sorpresa.Viaggiate gente, viaggiate!

venerdì 19 dicembre 2008

Las Cataratas de Iguazu'

Parto da Baires alle 20:30, dopo aver passato 4 volte i vestiti da uno zaino all'altro, da quello grande a quello piccolo.Alla fine prendo il piccolo, da 25 litri, comprato alla Decathlon di Cairoli prima di partire. Il viaggio e' molto tranquillo e rilassante: qua ci sono dei pullman che hanno delle poltrone larghissime, come quelle degli aerei.

Viaggio bene. Accanto a me una ragazza tedesca che vive qua da un anno. Non e' molto simpatica ma va bene lo stesso.

Arrivo a Puerto Iguazu' alle 13 e il caldo mi schiaccia...per fortuna avevo trovato sulla guida un Hostello vicino al terminal bus e cosi' arrivo in 3 minuti...e poi, c'e' la piscina...WOW...il tempo di lasciare lo zaino nell'armadietto...prendo il fantastico pareo che mi ha prestato il Pulcino prima di partire (l'altro lo uso nel pullman per la notte, come lenzuolino...mi fa sentire a casa! Grazie!!!) e mi butto nella piscina...Ora veramente godo come pochi: 34 gradi, sole, piscina, da solo....cielo limpido.Alzo gli occhi dopo essere riemerso dal primo tuffo e, un pensiero va a tutti gli amici...come vorrei avwervi qua con me a nuotare!Fantastico...

Il mattino dopo sveglia presto per le cascate ma un mal di testa e di stomaco mi fanno temere il peggio.La serata e' stata lunga e un colombiano mi ha fatto un coctail orribile a base si vodka...

Comunque parto e la cura e' l'acqua!!!WOW...una quantita' di acqua incredibile e vederle da cosi' vicino e' davvero emozionante: il suono che fanno e' impressionante e alla fine sono tutto lavato da questa acqua fresca!!Pensare che un anno si sono prosciugate, mi fa dire che e' impossibile!
La parte piu' bella e' la garganta del diablo!!
Il mal di testa e di stomaco scompaiono ma il sonno no...quindi decido di partire con un ragazzo di New York per Cordoba:20 ore di viaggio, ma sono distrutto e quindi mi aggrego!
Ora sono a Cordoba e sono contento di esserci venuto. Oggi giro per la citta' e domani museo del "Che" in un paedino che dista 1h da qua.
Riflettevo di come sia facile creare legami qua: a Buenos Aires ho il mio giro di amici, che un po' mi manca e un po' mi fa strano, ma e' cosi'.LI conosco da poco ma ci si affeziona e poi mi diverto un sacco con loro! Che bello!Ovviamente io faccio la mia parte e si divertono un sacco! Martedi' mi aspetta un compleanno di una ragazza della Patagonia (wow)...quindi per quella data torno nella Grande Capital Federal!Devo animare e poi devo ballare... ;-) hasta luego. Dieguito

sabato 13 dicembre 2008

Los Fabulosos Cadillacs

"Los Fabulosos Cadillacs sono diventati, in quindici anni di carriera, la più importante rock-band argentina ed una delle più importanti di tutto il Sudamerica. Hanno sfornato dischi ad una media di circa uno all'anno, hanno venduto milioni di copie, suonato davanti a decine di migliaia di persone, collaborato con artisti del calibro di Mick Jones (Clash, B.A.D.), Chris Frantz e Tina Weymouth (batteria e basso dei Talking Heads), Big Youth, Deborah Harry (Blondie). Il loro stile musicale , una avventurosa fusione di ska, reggae, ritmi tropicali,punk, rock,calypso, musica latina, ha fatto da apripista ad altre interessanti band nate nella metà degli anni 90, come i Macaco ed i Sergent Garcia. Uno stile originale che ha unito la musica della loro terra con i riferimenti musicali provenienti dai caraibi e dalla società anglosassone, mantenendo saldi i propri riferimenti culturali latino-americani. Operazione certo non facile iniziata nel lontano 1985 a Buenos Aires con il nome di Cadillacs 57, convertito in breve tempo in Los Fabulosos Cadillacs."

Ieri sera ero allo stadio del River Plate (squadra di calcio) per assistere al concerto dei Fabulosos Cadillacs. E' stato un bel concerto: stadio pieno, gente che ballava, un cielo limpido, un vento fresco che portava via il sudore e una luna piena! a proposito, se qua c'é la luna piena, in Italia non si dovrebbe vedere, giusto? Che storia l'emisfero sud: é tutto rovesciato, anche l'acqua gira nel lavandino dall'altra parte. Anche qua, ci stanno i bagarini e io ho preso il biglietto a meno del prezzo ufficiale, ma ovviamente ho lasciato parlare un porteño!

Questi sono stati giorni un po' particolari, perché non sapevo se partire, quando e per dove. Mi sembrava che i giorni passasero senza troppo senso. Il viaggio é un po' cosí. Passi momenti rilassati e altri quasi di panico.
Poi si avvicina Natale e per me é la prima volta che non lo passo in famiglia: che strano. Quando vivi tutti i giorni coi tuoi, ci sei abituato e a volte la presenza puó pesare. Ma quando sei distante, e si avvicina una festa cosí importante,si sente la mancanza.
Non so dove saró a Natale, cioé dove pranzeró e con chi. Vedremo. Ci sono italiani copi quali potrei stare o porteñi.
Comunque alla fine o domani o lunedí parto per il nord. Vado al confine col Brasile, a stare un po' in mezzo alla natura e a vedere le cascate de Iguazú. Da lí penso di scendere e vedere dei resti di una colonia gesuitica e poi decideró se tornare a Baires o se andare verso la Colombia a Salta.Ora cerco una cartina, cosí la pubblico. Adesso scappo che sono stato invitato da una ragazza italiana al suo compleanno e non mi sono ancora lavato e non ho comprato nulla da bere!!Vamos....

venerdì 12 dicembre 2008

Pelicula: "Che" el argentino e altro...

Domenica 7 sono stato al cine a vedere il film sul "Che", interpretato da Benicio Del Toro. Il film ovviamene era in español e devo dire che ho compreso il 90% dei dialoghi. E questo mi fa piacere, calcolando che sono qua da quasi 3 settimane! Non so se in Italia é arrivato, ma qua sta spopolando essendo il Che originario di Rosario.
E' curioso perché qua tutti usano l'intercalare "che". io vengo chiamato o "che, Tano..." o "che, boludo (che significa stronzo!)".
Nota interessante: tutti qua usano un monton di parolacce, dai piú giovani a i piú vecchi, uomini e donne. Ma é incredibile davvero. sul bus, vedi una bella mujer che ad un certo punto spara un bel De Puta Madre!!cosí come da noi si impreca il Signore dei Cieli, qua usano un linguaggio molto colorito. I ragazzi, poi, non ne parliamo!
Comunque, a parte questa parentesi culturale, questa settimana sta passando abbastanza tranquilla.
Dopo il film sono stato nella Plaza Dorrego, a San Telmo, per mirar un po' de tango: che roba!!Lí mi hanno consegnato un invito per la Catedral del Tango, un locale enorme veramente incredibile. Ci sono stato ieri sera.
Avevo voglia di vedere un locale al chiuso dove si balla tango e questo é veramente bello.
Luce soffusa, un enorme scultura rossa (che sembra un cuore), un tetto che dista 15 metri dal pavimento e alle pareti c'era di tutto: una caldaia non funzionante, un cartello stradale, quadri astratti, un vecchio ventilatore. Tutte le sedie erano diverse e tutte piú o meno rotte. Un posto davvero bohemien. E poi un sacco di belle donne che vederle ballare...mh...é una cura incredibile! penso che ci torneró.

Oggi ho terminato la seconda settimana del corso di spagnolo e ora ho voglia di partire. Perché sento che mi sto un' impigrendo in cittá e so che l'Argentina ha molto da mostrare. Entonces, prossima tappa: Las Cataratas del Iguazú! vamos...

domenica 7 dicembre 2008

CANDOMBE!!

Ieri nel barrio di San Telmo, si é svolta la parata del Candombe, un genere musicale dell'Uruguay (che dista veramente poco: si prende un catamarano dal porto di Bs As e in 30 minuti si arriva a Montevideo).

Ovviamente, l'origine di questo ritmo é africana (Angola), infatti gli unici strumenti utilizzati, sono le congas che vengono suonate con una mano e una bacchetta.

Dove c'é povertá, c'é in genere molta creativitá. Infatti, da tutte le forme di schiavismo sono nate espressioni artistiche che tuttora "vivono".Si, vivono, perché ieri c'era un'atmosfera incredibile. Pensiamo al Candombe, alla Capoeira brasiliana, al Tango, alla Milonga, alle origini del Jazz, degli Spirituals, ai ritmi cubani o di Salvador de Bahía. Hanno tutti origine africana. Pazzesco. e noi lo consideriamo Terzo Mondo. mah!!!

Tornando a ieri, ho assistito a una parata di colori, suoni, musica, danze, gioia, emozioni che sono difficile da descrivere. Ho fatto un "montón" (un sacco!) de foto e video, ma so che solo gli occhi hanno registrato le migliori senzazioni.
Ogni gruppo partiva da inizio del calle (via, che qua si pronuncia: casce!) con in testa un uno sbandieratore, a seguire le danzatrici e poi la banda di congheros! leggendo le bandiere, capivo che c'erano i diversi quartieri di Bs As, come La Boca, o diversi gruppi, come le Mujeres, formato da sole donne!

Ad un certo punto ho visto delle lingue di fuoco salire al cielo. facendomi largo tra la folla accorsa per assistere a questo incredibile spettacolo, ho visto che attorno al fuoco erano posizionate tutte le congas. O sdraiate o in piedi. Da batterista e (un po' anche...che qua si dice "tambien") percussionista, so che il caldo rende migliore il suono. Essendo la conga uno strumento fatto di legno e pelle di animale, il caldo le fa bene.

Quindi, prima di iniziare la parata, ogni gruppo passava davanti al faló e lasciava le congas in riunione. La foto a lato non rende, perché non é di ieri. Ma sembrava davvero che le congas fossero in preghiera, in meditazione, per concentrarsi e innalzare al cielo, al pubblico presente, tutto il suono che potevano emettere.

Questo é quello di cui ho bisogno. Questo é quello che cerco da questo viaggio: scoprire le tradizioni, le emozioni, il calore di questi popoli che hanno tanto da dare! Gracias!!

giovedì 4 dicembre 2008

Vida porteña

La prima settimana é volata via velocemente. Questo accade quando sia ha la giornata piena di impegni e poi perché Bs As é grande quindi giro sepsso a piedi o con i "collettivi" che sono questi bus che corrono come dei pazzi e ti portano per $ 0,90 (E.0,20) in giro per la cittá 24/24 ore.

Questi bus sono pazzeschi: alcuni sono di un vecchio che in Italia varrebbero migliaia di euro , come del resto le macchine.

Dato che questi collettivi sono privati e i conducenti sono sottopagati, corrono come dei pazzi, forse per sfogare la rabbia che hanno.

Comunque, la cosa bella é che ogni conducente, se lo puó personalizzare. Quindi si possono vedere: tendine, corni, radio, foto , santini, fiori, rosari, croci, bandiere, ecc...

Diventa un po' la loro cameretta!!Poi sono tutti colorati in maniera differente.

Incredibile, quando non ho con me la digitale, becco sempre quelli piú belli!
Comunque qua il traffico e l'inquinamento sono a livelli altissimi.
Le carreggiate sono 4 volte le nostre e nessuno rimane nella stessa corsia per piú di 3 secondi!
i pedoni? non esistono...quindi devo stare molto attento per non finire spiattellato a terra!
Avendo mezzi vecchi anche di 30/40 anni, fuoriesce un fumo nero che mi ricorda un po' Milano.
Ma qua c'é vento, che aiuta a tenere pulito.

Ieri notte é partito il "tano".Devo dire la veritá: mi é dispiaciuto. E' stato molto utile le sua presenza per inserirmi senza troppi problemi in questa pazza cittá. Mi ha dato delle dritte,, mi ha presentato ad altri tani e porteñi suoi amici, mi ha portato dal "suo" parrucchiere, in casa di amici.

Poi é nata un abella amiciziza e questo é sempre bello. Piú il tempo passava, piú ci si divertiva e poi é nata una bella collaborazione per il suo progetto. Lo aiuteró. Ieri siamo stati ricevuti dalla Quilmes. Ricordate la birra? Incredibile, siamo riusciti a farci ricevere. Tre ore di colloquio per presentare il progetto e io, col mio fantastico italo-spagnolo, intervenivo come markettaro della situazione...beh, alla fine vogliono un'offerta!!

Non ci potevamo credere. Una delle piú importanti aziende argentine, che riceve 2 tani musicos (musicisti) che parlano di musica e persone e viaggio.

Pensate che non abbiamo incontrato un dipendente anziano.Per me la media era 35 anni!!!
E' cos¡ che si fa! si investe sui giovani. L'azienda é stupenda e grandissima...e qua tutti sono fieri della Quilmes! Erano giorni che parlavamo di un possibile sponsor, di parlare con Quilmes, di studiare le parole, insomma...mi sono divertito un casino! Poi, é il mio mestiere e farlo qua, vestito da viaggiatore super sportivo, é stato veramente una...locura (pazzia)!
Ora c'é da lavorare: il tano dall'Italia e io da qua! Che bello!
Ciao!
PS: non riesco a caricare foto e video perché sono disabilitate le porte usb dei locutori...quindi le foto non sono mie, sono di Google! Spero di trovare il modo di caricarle per mostrarvi un po' di quaggiú.

martedì 2 dicembre 2008

Asado e Quilmes

L'asado é stato una locura!una pazzia! Sono andato con Andrea e il padrone della casa dove siamo ospiti, a casa dei suoi per un asado domenicale.
L'asado, corrisponde al nostro barbecue, cambia la carne: qua é fantastica. E'molto tenera e saporita. Noi, ce la siamo dimenticata una carne cosí da un pezzo. E' stato interessante andare in una famiglia porteña che ovviamente ha origini italiane.Il papá ha cucinato il tutto in un camino enorme che hanno all'aperto.

Oltre alla carne alla brace, ho mangiato le interiora, tipo il fegato (almeno credo che fosse stato quello) (entrañas o achuras), le salsicce chiamate chorizos e le salsiccie di sangue dette morcillas.

La mamma di Hernann (il padrone di casa) é arrivata a Baires, quando aveva quasi 2 anni, con una nave partita da Napoli. Con lei, la sua famiglia, composta dai genitori e da altri 4 fratelli.

Mi hanno accolto come uno di loro e questo é stato molto bello. Qui sono "tano" e quindi una persona che in qualche modo ha un legame con loro. Mangiare l'asado assieme é molto importante: crea legame, socializza. Un po' come da noi, quando si organizza una grigliata (ricordo fantastiche grigliate in Val Tidone!!).

Poi sono stato a Quilmes, paese dove producono l'omonima birra.
La fabbrica é enorme e vicino hanno aperto "el parque de la cervezeria": il tempio della birra, dove a volte suonano dal vivo! E' un locale grandissimo, tutto in legno. La birra costa veramente poco: $5, cioé 1 euro!! Da devastarsi! La Quilmes, oltre alla versione "chiara", viene prodotta anche stout e io la preferisco.
Qua tutti bevono Quilmes! Allora...salute!!
Diego