Questa mattina sono andato a Alta Gracia, un paesino vicino a Cordoba, dove si trova la casa dove visse il Che parte della sua adolescenza.Arrivo con un mini collectivo (bus) in un'ora circa.Scendo e mi ritrovo in mezzo a delle casette bellissime, pulite, piccole. Tutto é circondato da piante e fiori e dal suono dei pesserotti che mi danni il benvenuto. Non c'é in giro nessuno. Che strano. Mi fa un effetto pazzesco: dopo 3 settimane a Bs As, dove il traffico, il rumore e la folla sono cose normali, qua mi sento catapultato in un posto lontanissimo.
Finalmente trovo la casa del Che. Molto semplice: ha un pìccolo giardino e poi si arriva al'ingresso. Che emozione! Mi accoglie una donna molto gentile che mi presenta il museo, spiegandomi le differenti stanze dove sono state allestite differenti fasi/etá di Ernesto/Che.
Tutto é molto curato:le foto, i mobili, i vecchi libri, i fumetti, la pompetta per le crisi d'asma, la bicicletta del suo giro in Argentina. C'é anche la mitica Poderosa!Tutto é molto semplice. venne qua con la sua famiglia proprio per i suoi problemi di salute, per consiglio di un medico:il clima qua era migliore rispetto alla cittá.Terminato il giro vado a visitare il negozietto e poi mi fermo in giardino a bere una bibita fresca. Mi siedo attorno ad un tavolo dove c'é gia una señora che sta preparando il mate (la bevanda tipica).La saluto e mi passa subito il mate, perché sempre si condivide.io accetto e iniziamo a raccontarci le nostre vite. Vive qua, in Alta Gracia e lavora nella casa del Che. Fa effetto,no? Che lavoro fai? Ma, lavoro nella casa che fu del Che!Cioé, non é un posto qualunque. E'la casa di un uomo che ha fatto la storia, che ha cambiato le sorti di un paese.Insomma, non é lo stesso di dire che si lavora alla posta.Credo.
Parliamo di tutto.Si aggiunge un uomo che parla un po' di italiano.
Ad un certo punto sento chiamare: "Italia".Strano, in genere mi chiamano tutti Tano.;i giro.E' la señora dell'ingresso.Mi avvisa che é arrivato un amico di infanzia del Che e che se voglio posso parlare con lui. Faccio per alzarmi, ma la donna del mate, mi dice di bere tranquillamente il mate e poi di andare. Qua ogni cosa ha il suo tempo. Infatti, ho bevuto il mio mate e poisono andato a cercare Martí. WOW, che emozione.Un uomo di 77 anni, piccolino, ña una carica pazzesca e una voglia di raccontare. Facciamo anche una foto assieme e poi porta me e un ragazzo francese, in giro per la casa e intanto ci racconta delle scorribande del Che quando viveva qua. Capisco quasi...quasi...tutto. Un po' sono distratto dalla persona di Martí: lo guardo , lo osservo, penso al fatto che sto parlando con lui. Un po' mi perdo alcune parole e chiedere ogni 2 per 3 cosa significa, mi sembra inopportuno, anche se le poche volte che lo faccio,Martí é molto carino e mi spiega con altre parole.Racconta che il Che era molto umile, che stava con tutti, i ricchi e i poveri, che adorava le mujer e che amava le sfide.
Insomma...non so cosa dire.Ho fatto foto e video, ma sono certo che nulla potrá descrivere l'emozione vissuta oggi.Che bello. Questo viaggio é veramente una continua scoperta e una continua sorpresa.Viaggiate gente, viaggiate!
2 commenti:
Grande Diego! Continua a raccontare, sembra di essere lì dall'altra parte del mondo.
Grazie...ma dammi un indizio per capire chi sei ;-)
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